Buon anno signora Scirea.
Buon
anno anche a lei e a tutti i soci del club.
Come è stato per lei questo 2008?
Dal
punto di vista personale è stato un po’ triste,
ho avuto un lutto in famiglia; per il resto la
mia vita è relativamente normale, insomma per
quanto riguarda l’aspetto lavorativo mi diverto,
nel senso che lavoro, seguo la Juventus che è
stata una parte importante della mia vita, mi
occupo della tifoseria dei clubs e per quanto
riguarda la famiglia, con mio figlio Riccardo
abbiamo in comune la passione ed il lavoro.
Sotto questo aspetto non posso lamentarmi..
E
per la Juve come è stato l’anno appena concluso?
Con
il passaggio dalla B alla A, il 2008 è stato un
anno fantastico, considerata anche l’opportunità
quasi insperata di partecipare alla Champions
League. Il campionato quest’anno sembrava non
essere iniziato nel migliore dei modi, ma alla
fine del 2008 finalmente la squadra si è
ritrovata alla grande; e questo è stato
possibile grazie al temperamento dei nostri
giovani, ragazzi che hanno mostrato di avere
gran fame di vittorie, e alla classe dei
veterani, grandi campioni che hanno fortemente a
cuore le sorti della Juve e che trasmettono ai
più giovani l’orgoglio di indossare la maglia
bianconera.
Cosa ha scritto nella sua letterina a Babbo
Natale?
La
mia letterina è stata molto semplice, quasi
banale. La nostra famiglia è composta da me e
mio figlio e quindi cerchiamo di sorreggerci a
vicenda. Ho chiesto solo tanta salute per noi e
per le persone a cui vogliamo bene.
Sappiamo il legame forte che la lega a Zoff;
quale fu il suo primo pensiero quando lo
licenziarono?
Devo
dire che noi abbiamo vissuto quegli anni un po’
in simbiosi, le nostre famiglie erano molto
unite. E credo che dopo la morte di Gaetano
questo legame si sia rafforzato ancora di più.
Io e mio figlio avevamo bisogno di punti di
riferimento e Dino era il numero uno anche in
questo, lui e la sua famiglia ci sono stati di
gran conforto. Quando Zoff fu escluso dalla
Juventus, per me e mio figlio fu un duro colpo,
ma avevamo la consapevolezza che Dino sarebbe
andato comunque a lavorare in una grande
squadra. Avevamo la speranza che Zoff arrivasse
alla nazionale, quindi la tristezza per la sua
partenza dalla Juve fu mitigata dal pensiero che
avrebbe fatto una bella carriera, cosa che è poi
puntualmente avvenuta e che ci ha resi felici e
orgogliosi.
Con chi, tra i giocatori della Juve, ha, o ha
avuto, un legame speciale? E perchè?
A
parte Zoff, di cui ho parlato prima, ho un
rapporto speciale con Tardelli, Cabrini,
Gentile, con lo stesso Prandelli; ragazzi che
arrivavano quasi tutti dall’Atalanta e che
provenendo da una “provinciale”, avevano, come
Gaetano, il tratto comune di essere forti di
spirito e al contempo umili. Quelli sono stati i
ragazzi che poi hanno dato vita negli anni ’70 e
’80 alla magica Juventus di quel periodo. Ancora
oggi ci sentiamo spesso e, quando possiamo, ci
incontriamo.
Qual’è stato il gesto compiuto da un
giocatore che più l’ha commossa?
Devo
dire che non ho né voglio avere delle
preferenze, ho avuto tanti amici che mi hanno
sempre seguito, appoggiato, che hanno sempre
cercato di seguire la crescita di mio figlio. E
ciascuno di essi ha sentito enormemente il vuoto
lasciato da Gaetano.
Cosa pensa del fatto che non sia stata
ritirata la maglia numero 6?
Mi
verrebbe voglia di rispondere solo con un “no
comment”, ma non mi sottrarrò alla sua domanda e
quindi le dico che penso semplicemente che a
settembre prossimo saranno esattamente venti
anni che mio marito non c’è più. Ebbene, se era
cosa che doveva essere fatta, andava fatta
allora, quella maglia doveva essere ritirata 20
anni fa. Oggi non avrebbe più senso, si sono
succeduti un sacco di dirigenti e questa cosa
bisognava farla al momento opportuno.
Qual’è il suo pensiero su calciopoli?
Io
parto dal presupposto che non c’è stato nessun
riscontro. La Juventus è stata penalizzata oltre
ogni logica. E’ stata costretta a chiedere la
serie B perchè c’era il rischio concreto di
dover partire dalla serie C. Costretta a
scontare una colpa che non so ancora quale sia.
Non c’è un arbitro che è stato punito, e allora
Moggi chi ha corrotto? Chi è che è stato
corrotto? Rimangono soltanto queste schede
telefoniche, mi piacerebbe insomma sapere la
verità. Non voglio difendere nessuno, ma credo
che la juventus sia stata penalizzata perchè
serviva un colpevole. E poi mi stupisce molto la
mediocrità di alcuni dirigenti dell’Inter;
appropriarsi di scudetti “strapersi” sul campo e
festeggiare dimenticando la voragine in termini
di punti che c’è stata tra noi e loro. Mi
infastidisce il loro falso moralismo: oggi
parlano malissimo della Juventus, ci chiamano
“ladri”, e all’epoca avrebbero fatto carte false
per avere quel Moggi “corruttore”. Spero che la
verità vera possa un giorno squarciare il velo
dell’ipocrisia e far sì che tutta questa penosa
vicenda venga inquadrata nella giusta
prospettiva. Di innegabile c’è che la Juve i
suoi scudetti li ha vinti per una banalissima
ragione: era la più forte!
La sua esperienza politica?
Devo
dire che c’è stato questo momento di parentesi
politica ed è stata una bella esperienza, un po’
come il lavoro che sto facendo adesso. Conosci
le persone, vedi come va il mondo e come va la
società in generale guardandole da dentro. Le
cosa molto bella di questa esperienza, è toccare
con mano il grande amore che tante persone hanno
avuto per mio marito. Vado in giro per l’Italia
e anche all’estero e la gente applaude e
inneggia il nome di mio marito.
Le è dispiaciuto che Riccardo non sia
diventato un grande calciatore?
No,
perchè credo di essere stata io la causa per cui
non abbia intrapreso la carriera calcistica.
Quando Riccardo giocava, aveva delle ottime
qualità, un ragazzino con grande determinazione.
Io ho cercato di spingerlo verso lo studio, gli
dicevo: “devi studiare, prenderti questa laurea”
e lui si è laureato. Ora, di tanto in tanto un
po’ me la rinfaccia questa cosa, seppur
bonariamente, scherzando dice che gli ho
stroncato una carriera.
Che ruolo ha all’interno della società?
Ha questo ruolo di consulente di Ranieri, si
occupa della parte tecnica dei calciatori.
Le pesa essere chiamata con il cognome di suo
marito?
No
anzi. Ne vado fiera, anche se qualcuno diceva,
quando volevo entrare in politica, che mi facevo
chiamare Scirea per farmi pubblicità. Non l’ho
scelto io questo cognome, ne sono fiera e
orgogliosa e credo che lo sia anche mio marito
dall’aldilà.
Ha mai pensato a come sarebbe stata la sua
vita se non avesse sposato Gaetano?
Non
ci ho mai pensato ma credo sarebbe stata uguale
a quella di oggi, magari un altro lavoro, ma
sempre con lo stesso spirito. Con mio marito ho
vissuto solo 13 anni e sono stati anni pieni di
novità e molto belli, intensi. Abbiamo sempre
vissuto la nostra vita nella normalità; mio
marito è stato un campione nello sport e nella
vita quotidiana, nel vivere in mezzo alla gente
comune. Anche ora che di anni ne sono passati
20, non si potranno mai cancellare quei 13
vissuti insieme.
Piazzamento della Juve in campionato e
Champions?
Oggi
come oggi, se potessi decidere io, mi piacerebbe
che la juventus vincesse quest’anno il
campionato. E’ una sfida che vorrei vincere per
tutto quello che ci hanno tolto. Devo dire che
però in Champions abbiamo dimostrato di avere
delle buone qualità e delle buone possibilità.
Abbiamo dimostrato di avere un ottimo staff
tecnico e una squadra che ha voglia di fare
bene. Sono tornata ad essere fiduciosa sotto
questo profilo.
Quando tornerà a farci visita?
Abbiamo un problemino non da ridere perché…non
sono più tanto giovane, e nel mese di gennaio è
previsto un programma abbastanza intenso. Andrò
in Sicilia e mi ci fermerò una settimana, farò
un giro per tutti i club juventus, poi farò un
salto a Roma dove mi tratterrò un paio di
giorni, ma appena potrò, verrò con piacere a far
visita al vostro club. Ricordo ancora con quale
calore venni accolta la prima volta, circa 18
anni fa. E ogni volta che per qualche ragione mi
capita di venire dalle vostre parti, l’affetto è
sempre grandissimo.
Un’ultima domanda: qual’è il suo cognome?
Il
mio cognome è Cavanna. E’ un cognome ligure,
anche se noi siamo piemontesi e infatti Cavanna
è il famoso massaggiatore di Coppi, quello
cieco, ma i più giovani sicuramente non possono
ricordarlo.
E infatti il suo intervistatore lo ricorda.
La ringrazio per averci concesso quest’intervista
e per la schiettezza delle sue risposte. Allora
arrivederci a S. Maria Capua Vetere ?
Certo, confido di farlo al più presto, per
intanto mi saluti tutti gli iscritti al club
Juve e non dimentichi di trasmettere loro i miei
auguri sinceri di buon anno nuovo.